{"id":224,"date":"2013-01-13T18:49:09","date_gmt":"2013-01-13T17:49:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.waltertobagi.com\/?p=224"},"modified":"2013-01-13T18:49:09","modified_gmt":"2013-01-13T17:49:09","slug":"perche-scrivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/?p=224","title":{"rendered":"Perch\u00e9 scrivi?"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 sempre una domanda che prima o poi si pone agli scrittori \u201cPerch\u00e9 scrivi?\u201d Ce lo ricordava Tiziana l\u2019altra sera al Laboratorio. Ha citato Pamuk, che ne <i>La valigia di mio padre <\/i>elenca una serie di buoni motivi per scrivere, per concludere che lui, Pamuk, scrive per essere felice. \u00c8 una domanda che disorienta sempre lo scrittore interrogato. Come non fosse pronto a rispondere, come lo scrivere non fosse frutto di una scelta consapevole, ma piuttosto di una inclinazione esistenziale. Nel suo blog <i>Vibrisse<\/i> Mozzi pubblica post su \u201c<a title=\"Link Permanente a Dieci buone ragioni per smettere di scrivere\" href=\"http:\/\/vibrisse.wordpress.com\/2013\/01\/11\/dieci-buone-ragioni-per-smettere-di-scrivere\/\">Dieci buone ragioni per smettere di scrivere<\/a>\u201d e su \u201c<a title=\"Link Permanente a Dieci buone ragioni per smettere di scrivere\" href=\"http:\/\/vibrisse.wordpress.com\/2013\/01\/11\/dieci-buone-ragioni-per-smettere-di-scrivere\/\">Dieci buone ragioni per continuare a scrivere<\/a>\u201d e fioccano i commenti, i decaloghi si ampliano. Forse \u00e8 proprio l\u2019uso di quella parola \u201cragioni\u201d che determina una rigidit\u00e0, un blocco quando si \u00e8 chiamati a rispondere alla fatidica domanda. \u00a0Scrive Vargas Llosa nel suo <i>Lettere a un aspirante romanziere <\/i>\u201cla critica \u00e8 un esercizio della ragione e dell\u2019intelligenza, (\u2026) nella creazione letteraria, oltre a questi fattori, intervengono, e a volte in modo determinante, l\u2019intuizione, la sensibilit\u00e0, la capacit\u00e0 di decifrare, perfino il caso (\u2026) Perci\u00f2 nessuno pu\u00f2 insegnare a un altro a creare, ma tutt\u2019al pi\u00f9 pu\u00f2 insegnarli a leggere e scrivere\u201d.<\/p>\n<p>Per\u00f2 c\u2019\u00e8 un accanimento nei confronti degli scrittori (sia professionisti che dilettanti) nel porre la domanda \u201cPerch\u00e9 scrivi?\u201d che non mi pare venga esercitato nei confronti di \u201ccreatori\u201d in altre discipline. Non ho mai sentito chiedere a un artista, perch\u00e9 dipingi, o a un musicista perch\u00e9 fai musica, o a un cineasta perch\u00e9 fai film o un fotografo perch\u00e9 fai fotografie. A ognuna di queste discipline \u00e8 riconosciuta una funzione, cos\u00ec come \u00e8 riconosciuto il ruolo a chi le esercita. Quando si parla di scrittura a me piace citare Meneghello che ne <i>L\u2019esperienza e la scrittura\u201d <\/i>scrive:<\/p>\n<p>L\u2019esperienza \u00e8 un flusso, attorno a noi tutto scorre, siamo immersi in un fiume, c\u2019\u00e8 il fluire del tempo, il fluire della vita biologica e quello della vita sociale, la societ\u00e0 cambia attorno a noi, con ritmi che a volte paiono perfino pi\u00f9 rapidi dei ritmi biologici\u2026 Scrivendo si sottrae qualcosa a questo flusso, \u00e8 come attingere acqua da un fiume con una scodella, e sembra di aver preservato almeno qualcosa del \u201csenso\u201d delle nostre esperienze.<\/p>\n<p>La scrittura con funzione conservativa, di custodia dell\u2019esperienza che si somma a quell\u2019altra grande funzione che sempre Meneghello ci indica \u00a0nella prefazione a <i>I piccoli maestri:<\/i><\/p>\n<p>\u201cScrivere \u00e8 una funzione del capire\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 sempre una domanda che prima o poi si pone agli scrittori \u201cPerch\u00e9 scrivi?\u201d Ce lo ricordava Tiziana l\u2019altra sera al Laboratorio. 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