{"id":448,"date":"2013-04-03T13:10:37","date_gmt":"2013-04-03T11:10:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.waltertobagi.com\/?p=448"},"modified":"2013-04-03T13:10:37","modified_gmt":"2013-04-03T11:10:37","slug":"cosa-non-e-oggi-letteratura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/?p=448","title":{"rendered":"Cosa (non) \u00e8 oggi letteratura?"},"content":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec scorso abbiamo\u00a0 posto a Fulvio Ervas, autore di \u00a0<i>Se ti abbraccio non aver paura \u00a0<\/i>una domanda.Se il successo del suo libro fosse dovuto alla forza della storia raccontata o alla potenza della pagina scritta. Insomma gli abbiamo posto una questione da niente: trovare una risposta alla domanda \u201ccosa fa di un testo, un testo letterario?\u201d Interrogativo che \u00e8 figlio di un\u2019altra domanda ancora pi\u00f9 sconcertante: \u201cche cos\u2019\u00e8 la letteratura?\u201d<\/p>\n<p>La questione posta era evidentemente provocatoria e nasceva dall\u2019aver riscontrato nel libro di Ervas un deficit di letterariet\u00e0. \u00a0Un\u2019impressione che non si \u00e8 saputo enucleare e definire ma che si manifestava nell\u2019evidente contrasto tra la commovente vicenda umana di Andrea e Franco e il resoconto pressoch\u00e9 diaristico del loro viaggio attraverso le Americhe.<\/p>\n<p>Il nostro chiedersi e chiedere \u201cche cos\u2019\u00e8 la letteratura?\u201d nasceva anche dal resoconto di un dibattito tra Russo, Cortellessa e Ostuni dove la loro acribia di critici letterari arrivava a stabilire una distinzione tra narrativa e letteratura affermando che: \u201c<i>la narrativa tratta di cose che sono sotto gli occhi di tutti, mentre la letteratura traduce lo spirito del tempo in un pensiero inaspettato, parla dell\u2019oscuro, di ci\u00f2 che non \u00e8 ancora stato visto.\u201d<\/i><\/p>\n<p>La domenica di Pasqua \u201cla Repubblica\u201d ci \u00e8 venuta in soccorso con due articoli di Simonetta Fiori e Massimo Recalcati. Quello di Simonetta Fiori <i>Viaggio\u00a0 al termine del pudore cercando il nuovo bestseller <\/i>(bel titolo che parafrasa C\u00e9line), <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2013\/03\/31\/viaggio-al-termine-del-pudore-cercando-il.html?ref=search\">lo trovi \u00a0qui<\/a>, cita <i>Se ti abbraccio non aver paura <\/i>e afferma che: \u201cIl dolore \u00e8 di gran moda. Le lacrime fanno vendere. E gli editori le inseguono con la stessa febbre dei cercatori d\u2019oro\u201d.<\/p>\n<p>Massimo Recalcati nel suo articolo <i>Una questione privata?<\/i> (bel titolo che parafrasa Fenoglio), <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2013\/03\/31\/una-questione-privata.html?ref=search\">lo trovi \u00a0qui<\/a>, ci mette un catenaccio <i>Ecco perch\u00e9 il dolore, anche se ha grande successo in libreria, non si pu\u00f2 chiamare letteratura<\/i>.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 il rapporto tra vissuto e parola, c\u2019\u00e8 una tendenza diffusa a ridurre l\u2019esercizio della scrittura a diario privato. Recalcati ci ricorda che \u201cil trasferimento della vita sulla pagina scritta non possa avvenire se non attraverso l\u2019imbuto stretto del linguaggio e che un\u2019opera letteraria esige la mediazione calcolata del linguaggio, l\u2019esistenza di una forma, un\u2019attivit\u00e0 di sublimazione che sia in grado di trasformare la dimensione informe del vissuto nel miracolo di un\u2019opera\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec scorso abbiamo\u00a0 posto a Fulvio Ervas, autore di \u00a0Se ti abbraccio non aver paura \u00a0una domanda.Se il successo del suo libro fosse dovuto alla forza della storia raccontata o alla potenza della pagina scritta. 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