{"id":473,"date":"2013-04-11T20:29:30","date_gmt":"2013-04-11T18:29:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.waltertobagi.com\/?p=473"},"modified":"2013-04-12T15:40:14","modified_gmt":"2013-04-12T13:40:14","slug":"viola-e-la-scarpina-di-cristallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/?p=473","title":{"rendered":"Viola e la scarpina di cristallo"},"content":{"rendered":"<p>Nel romanzo di Sandro Veronesi <i>Venite venite B-52 <\/i>(1995) Viola, la figlia adolescente del protagonista, chiede al padre perch\u00e9 nella fiaba di <i>Cenerentola<\/i>, dopo la mezzanotte, tutto ridiventi come prima: la carrozza una zucca, l\u2019abito di Cenerentola un vecchio straccio rattoppato, ecc. Soltanto la scarpina di cristallo, che rimane in mano al principe, non subisce alcuna metamorfosi. \u00c8 una domanda intransigente, severa, adulta, che inquieta. Innanzitutto mi viene da pensare che spesso per indicare qualcosa che non cambia, che resta indifferente al mutamento, si usa la parola: cristallizzata. Si potrebbe ipotizzare che tale uso derivi proprio dalla fiaba di Perrault e da quella mutazione mancata: la scarpina di Cenerentola si \u00e8 per l\u2019appunto cristallizzata. Ma perch\u00e9 si \u00e8 cristallizzata?<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Prima ipotesi<\/span><\/p>\n<p>Il principe ha toccato la scarpina, raccogliendola da terra, quando Cenerentola l\u2019ha persa, fuggendo via a mezzanotte. Il principe era un Re Mida. Anzich\u00e9 tramutare in oro ogni cosa che toccava aveva il potere di conservare le cose nello stato in cui si trovavano al momento del contatto con le sue mani. Ci\u00f2 spiegherebbe anche la politica di conservazione di tutte le monarchie, la tendenza dei sovrani a custodire le antiche tradizioni, opponendosi a qualsiasi cambiamento. La debolezza di questa prima ipotesi risiede nel fatto che dovremmo supporre che durante tutta la sera il principe azzurro, ballando con Cenerentola, non avesse mai toccato n\u00e9 il vestito, n\u00e9 altro alla sua dama. Altrimenti anche quell\u2019elemento, sotto l\u2019influenza del tocco principesco avrebbe dovuto sottrarsi alla mortificante metamorfosi.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Seconda ipotesi<\/span><\/p>\n<p>I mutamenti indotti dall\u2019incantesimo della fata, sia prima del ballo, che dopo, avvenivano soltanto alla presenza di Cenerentola. Una formula alchemica che associava la magia della fata con un sinergico fluido interiore di Cenerentola. Quando il principe raccoglie la scarpina, Cenerentola \u00e8 ormai lontana e non pu\u00f2 pi\u00f9 influire, per la sua parte, nel processo di trasformazione. La debolezza di questa seconda ipotesi sta nel fatto che quando l\u2019inviato del re prova la scarpina a Cenerentola, il contatto con il suo piede avrebbe dovuto trasformarla in un vecchio zoccolo, essendosi ricongiunti il fluido di Cenerentola e la magia della fata.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che non abbiamo una risposta che possa soddisfare l\u2019intransigente Viola. Le fiabe sono fiabe e gli autori si prendono qualche licenza.<\/p>\n<p>\u00c8 il privilegio della scrittura: scardinare la realt\u00e0, capovolgere il mondo.<\/p>\n<p>A proposito dell&#8217;immaginazione e della funzione eversiva e insensata della letteratura vi invito a leggere <a href=\"http:\/\/www.ilprimoamore.com\/blogNEW\/blogDATA\/spip.php?article730\">questo articolo<\/a> di Tiziano Scarpa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel romanzo di Sandro Veronesi Venite venite B-52 (1995) Viola, la figlia adolescente del protagonista, chiede al padre perch\u00e9 nella fiaba di Cenerentola, dopo la mezzanotte, tutto ridiventi come prima: la carrozza una zucca, l\u2019abito di Cenerentola un vecchio straccio rattoppato, ecc. 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