{"id":694,"date":"2013-08-18T17:57:10","date_gmt":"2013-08-18T15:57:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.waltertobagi.com\/?p=694"},"modified":"2013-08-19T11:25:21","modified_gmt":"2013-08-19T09:25:21","slug":"sulla-riva-il-nauseabondo-puzzo-di-pesci-morti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/?p=694","title":{"rendered":"Sulla riva il nauseabondo puzzo di pesci morti."},"content":{"rendered":"<p>In questa domenica post ferragostana mi \u00e8 capitato di leggere due interventi sulla lingua italiana, e su come sia cambiata negli ultimi anni.<\/p>\n<p><b>La prima lettura<\/b> \u00e8 un post di Beppe Grillo dove il comico\/politico (?) si lamenta che nel nostro paese non si possa pi\u00f9 parlare. L\u2019uso del <i>politically correct <\/i>avrebbe anestetizzato la nostra comunicazione, sarebbe diventato una piaga ipocrita che genera confusione e falsit\u00e0. Non aspettatevi una esegesi raffinata sull\u2019uso e abuso del linguaggio; Grillo ci ha ormai abituato a considerazioni e riflessioni da \u201cun tanto al chilo\u201d dove si confonde e contraddice pi\u00f9 volte. Per esempio, il <i>politically correct<\/i> prevede l\u2019 uso della perifrasi non vedente per cieco e non udente per sordo, fino a persona non vivente per cadavere (come denuncia Grillo), ma cosa c\u2019entra il <i>politically correct <\/i>con il chiamare Berlusconi statista invece di evasore fiscale o definire gli anziani saggi invece che vecchi rincoglioniti? (sospetto che il riferimento sia al Capo dello Stato) Tutto questo appartiene alla polemica politica e nulla c&#8217;entra l\u2019uso dell\u2019eufemismo come artifizio retorico che tende ad attenuare la sgradevolezza di certe parole. Semmai \u00e8 Grillo che usa proditoriamente il disfemismo per definire i suoi avversari politici (vecchio rincoglionito per anziano presidente, cadavere ambulante o zombie per il politico fallito ecc.). Grillo si lamenta che le parole siano diventate di plastica, si siano <b>svirilizzate<\/b> (sic). Chiss\u00e0 perch\u00e9 nella testa del comico le parole dovrebbero essere virili (a dispetto del genere grammaticale) e non femminili, con la propensione che \u00e8 propria della femminilit\u00e0: <i>generare<\/i> senso e attitudine alla cura. Scrive Grillo: \u201cMentre parli devi continuamente e seriamente valutare se ogni parola che stai per pronunciare pu\u00f2 urtare la sensibilit\u00e0 di qualcuno\u2026\u201d e si capisce tutta la sua fatica e il dramma. Meglio parole in libert\u00e0, e vaffanculo tutto il resto.<\/p>\n<p><b>La seconda lettura <\/b>\u00e8 un articolo di Diego Marani su \u201cDomenica\u201d de \u201cIl Sole 24 Ore\u201d dal titolo <i>Ferite di una lingua malata.<\/i> L\u2019autore \u00e8 un traduttore e ci racconta che una forma del suo riposo estivo \u00e8 lasciare da parte la frequentazione di lingue straniere e abbandonarsi alla rassicurante certezza della propria lingua. Marani ci racconta per\u00f2 che il percorso attraverso i libri di autori italiani o stranieri tradotti non lo ha fatto approdare nella quiete della lingua della propria <i>nutrice<\/i>. E alla fine si rifugia in <i>Hangover Square<\/i> di Patrick Hamilton in lingua\u00a0 inglese. E cos\u00ec riflette: <i>\u201cL\u2019inglese, di nuovo lui. Ma dov\u2019\u00e8 dunque finito il mio anelito al ritorno nella lingua madre? Perch\u00e9 appena arrivato gi\u00e0 fuggo? E allora mi accorgo che \u00e8 proprio questo l\u2019ostacolo. Questa lingua, che \u00e8 la mia unica, oggi \u00e8 inquinata dai lanciatori di banane che usano le parole come i pugni per aggredire un ministro della Repubblica di origini congolesi. In qualsiasi altra lingua chi avesse pronunciato insulti simili sarebbe stato espulso dalla societ\u00e0 come un corpo estraneo. Nella mia lingua invece viene portato in trionfo da ciurme di sostenitori. La mia cara lingua oggi \u00e8 umiliata dagli squadristi omofobi che vorrebbero marchiati col fuoco tutti i diversi, \u00e8 insanguinata dagli stupratori misogini che addestrati alla morale della sopraffazione di una societ\u00e0 senza valori uccidono per dominare, la mia lingua \u00e8 offesa dalla torva terminologia processuale che dando ai reati nomi incomprensibili finisce per renderli solo curiosit\u00e0 del vocabolario. Non chiamare le cose con il proprio nome \u00e8 gi\u00e0 un attacco alla libert\u00e0, un\u2019usurpazione del nostro diritto di capire. \u00c8 la mia lingua tutta che oggi marcisce passando per il pensiero deforme di uomini scellerati che parlano per ingannare, che s\u2019indignano e proclamano e poi smentiscono tutto quel che dicono, perch\u00e9 infine nulla dicono, \u00e8 la mia lingua che loro usurpano e a me diventa nauseabonda, come il mare spossato dalla calura di questi giorni che butta a riva pesci morti. Restano a marcire come le mie amate parole sulla riva desolata di questo turpe tempo.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa domenica post ferragostana mi \u00e8 capitato di leggere due interventi sulla lingua italiana, e su come sia cambiata negli ultimi anni. La prima lettura \u00e8 un post di Beppe Grillo dove il comico\/politico (?) si lamenta che nel nostro paese non si possa pi\u00f9 parlare. 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