{"id":922,"date":"2014-06-02T01:28:59","date_gmt":"2014-06-01T23:28:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.waltertobagi.com\/?p=922"},"modified":"2014-06-02T01:28:59","modified_gmt":"2014-06-01T23:28:59","slug":"prometeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/?p=922","title":{"rendered":"Prometeo"},"content":{"rendered":"<p>Il combinato disposto di due articoli <i>Dentro il metodo McEwan <\/i>di Stefano Scalich su &#8220;Domenica&#8221; e <i>Il nuotatore di Kafka non sapeva nuotare <\/i>di Emanuele Trevi su &#8220;la Lettura&#8221; suggerisce alcune riflessioni sulla scrittura e sul suo stato di salute nell&#8217;incipiente stagione dei premi letterari.\u00a0 Il &#8220;metodo McEwan&#8221; rassicura gli aspiranti scrittori della non indispensabilit\u00e0 di avere un metodo per scrivere. Lo scrittore inglese ritiene infatti che la scrittura sia &#8220;un processo di costruzione dal basso che non si sviluppa seguendo temi predeterminati&#8221; infatti il suo <i>modus scribendi <\/i>\u00e8 rigorosamente non lineare; sul tavolo da lavoro di McEwan non ci sono n\u00e9 schemi n\u00e9 scalette. L&#8217;acclamato autore di <i>Il giardino di cemento <\/i>e <i>Lettera a Berlino <\/i>in un passo di <i>Espiazione <\/i>afferma che una storia &#8220;\u00e8 un procedimento magico&#8221; oltre a dichiarare di apprezzare l&#8217;esitazione e le pause in fase creativa: non tanto perch\u00e9 tradiscano indecisione, semmai in quanto permettono alle cose di abbellirsi.E poi confessa che quando vede i suoi amici scrittori e chiacchiera di letteratura non parlano di tecnica, parlano delle cose che li appassionano. L&#8217;articolo di Trevi in recensione alla raccolta di saggi <i>Il fuoco e il racconto<\/i> di Giorgio Agamben esordisce tacciando d&#8217;infamia la degradazione che ha trasformato l&#8217;arte, la letteratura, la religione, la stessa filosofia in &#8220;spettacoli culturali&#8221; privi di ogni &#8220;efficacia storica&#8221;. E quel termine infamia lo preleva proprio da un saggio di Agamben: &#8220;Ma allora vorrei dare un consiglio agli editori e a coloro che si occupano di libri: smettetela di guardare alle infami, s\u00ec, infami classifiche dei libri pi\u00f9 venduti e \u2013 si presume \u2013 pi\u00f9 letti e provate a costruire invece nella vostra mente una classifica dei libri che esigono di essere letti. Solo un\u2019editoria fondata su questa classifica mentale potrebbe far uscire il libro dalla crisi che \u2013 a quanto sento dire e ripetere \u2013 sta attraversando&#8221;. Scrive Trevi: &#8220;Viviamo in un&#8217;epoca in cui non si chiede nient&#8217;altro all&#8217;artista che di dar forma agli effimeri spettacoli del successo, della moda, del romanzo ben fatto.\u00a0 E nelle scuole di scrittura si impartiscono gli stolidi precetti dello storytelling con il loro sistematico obliterare le imprevedibili esigenze del singolo in nome di un &#8220;efficacia&#8221; che nei migliore dei casi potr\u00e0 avere solo delle conseguenze commerciali. Per sua natura, infatti, il mercato non pu\u00f2 essere altro che una macchina fondata sull&#8217;impersonale. A dispetto dell&#8217;apparente variet\u00e0 delle loro trame e dei loro personaggi, in effetti \u00e8 innegabile la sensazione che tutti i libri di successo si assomiglino profondamente. Considerato come artigiano del plot questo tipo oggi dominante di scrittore deve procedere ricorrendo sempre di pi\u00f9 all&#8217;elemento impersonale della creazione&#8221;.<\/p>\n<p>Noi confidiamo nell&#8217;apparizione di un novello Scrittore\/Prometeo che sappia ritrovare il \u201cfuoco\u201d che il \u201cracconto\u201d ha perduto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il combinato disposto di due articoli Dentro il metodo McEwan di Stefano Scalich su &#8220;Domenica&#8221; e Il nuotatore di Kafka non sapeva nuotare di Emanuele Trevi su &#8220;la Lettura&#8221; suggerisce alcune riflessioni sulla scrittura e sul suo stato di salute nell&#8217;incipiente stagione dei premi letterari.\u00a0 Il &#8220;metodo McEwan&#8221; rassicura gli aspiranti scrittori della non indispensabilit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-922","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/922","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=922"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/922\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":958,"href":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/922\/revisions\/958"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=922"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=922"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.waltertobagi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=922"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}